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Italia

Las Vegas

Succede a Las Vegas – Day 2

sabato 24 luglio 2010


8 luglio h 16 circa…

l’imperioso Hotel Venetian, che il giorno prima mi aveva coccolato e riempito il cuore, inizia, in tarda mattinata, a popolarsi.
Tante razze si mescolano per sfidarsi in partite di cash, in sit e in tornei. E anche se a vederlo da fuori sembra un eterno ripetersi: tutti i giorni gli stessi orari e gli stessi tornei, per i gladiatori che sono ai tavoli a sfidarsi ogni momento è differente. I sogni di tutti sono costretti a scontrarsi e solo pochi vedranno la luce.
Il fresco pomeriggio inizia con l’arrivo da Los Angeles di Lachinelli, accorso ad assistermi per la mia finale. Dinobreak è puntuale, Giannino e Lusso sono lì vicino e il mio mindset coach arriva.
Speriamo ci sia anche la Madonna del Lago.
Tutto pronto.
Mi siedo al posto 5 di uno dei 2 tavoli sopravvissuti, quello sul palco. Quello che diventerà finale.
Sono teso, mi siedo da primo in classifica. Ho tutto da perdere.
Decido di tastare la giornata e di bottone, alla primissima mano, ho 95 di cuori; attacco subito ma il BB mi catapulta tutto addosso. Per un attimo rifletto se possa essere un 60-40.
Declino, non voglio rovinare il rispetto acquisito con la chiamata del giorno prima. Lui fiero gira KK.
Inizia un’ autentica agonia. Scendo vertiginosamente fino a scontrarmi con un immigrato italiano imbarazzantemente scarso: chiama con A7 un mio rilancio. Non ricordo la dinamica della mano ma solo che il mio AJ è stato spazzato via da un tris di 7 trovato dall’avversario. Perdo 100mila.
Dal paradiso all’inferno. Dov’è la mia Madonnina? Da piu di 500.000 a 215.000. Da primo a praticamente ultimo.
Siamo in 15. Tutte le speranze del mattino cadono. Sembra tutto pronto per una mia uscita ingloriosa.
La Madonnina non si fa vedere e io devo provare a resistere con le mie forze.

Il palermitano-californiano limpa (lo faceva spesso ), il bottone, molto aggressivo, rilancia 66k su bui 15-30mila. Io ho già premeditato l’azione. Mi trovo un fastastico 92 di picche. Ribalto 213 mila sul tavolo. Instant fold del limper. Il bottone in inglese mi dice, mostrandomi 99: se passo mostri? Io non mostro mai ma alla vista della coppia di 9 ho avuto un piccolo problema respiratorio.  Sembrava sincero e convinto di foldare se lo avessi assecondato. La voce mi sarebbe uscita sicuramente smorzata.
Annuisco con la testa. Lui passa. Io mantengo la parola e giro la mia mano.
Impallidisce ma, da gran signore, molto sportivamente batte sul tavolo e ammette: nice hand
Rinasco moralmente ma di carte non se ne vedono e la Madonnina non si sa dove sia finita. Mi trascino zoppicante fino al tavolo finale.

La leadership era smarrita da ore. Cautamente, nel tempo libero regalatomi dalle mie carte indecenti, mi ero messo ad osservare. Ho osservato molto, tutto

Tutti determinati, tutti fortissimi (tranne l’immigrato italiano) tutti solidi, senza paura.
Fior fior di giocatori che in Italia farebbero la diffirenza. Non sono ancora morto e non mi sento una preda. Non posso far altro che aspettare nella mia tana pronto ad attaccare alla prima occasione.
Tutti i miei sostenitori, madonnina esclusa, non mi mollano. Addirittura Lacchinelli rinuncia ad una cena con amici per starmi vicino e Dino, preso dal tifo, la cena addirittura la salta

Rimaniamo 7.
Arriva il mio momento.

Forse la Madonnina aveva sofferto il JetLag e si era svegliata tardi, ma quando è entrata nella sala del Venetian si è fatta sentire.

Sono le 8 di sera. 4 ore di calvario alle spalle.
Arriva il primo doubleUp. Sono di BB e lo SB è il vecchietto sdentato superaggressivo del giorno prima.
Passano tutti. Lui mi raisa. Io ho KJ di quadri. Penso a lungo. La mossa giusta sarebbe allin.
Non mi accontento. Non voglio il suo raise, voglio il suo stack.
Decido di rischiare ma vedo la madonna e non ho paura. Lui ha poco o nulla.

Call.

Il flop è un ottimo xxJ. Lui betta, io mando il mio resto. Lui instant call con j5. Tutto liscio e si torna in partita.  Sono in rush.

Mano dopo.

Da SB pesco KK, il ragazzo che mi aveva passato 99 rilancia. Allfold. Lo guardo e sorrido, mando resto e lui si getta sul tavolo. Alla fine folda e ride. Con un pò di senso di colpa gli giro le carte per riscattarmi da prima. Lui continua a sorridere.. un bellissimo esempio di sportività

Sono ancora in rush.

5 mani dopo. Spillo 109 di picche, rilancio. Uno short mette tutto. Sono quasi committed ma soprattutto mi sento la Madonna vicina. Chiamo. I suoi AK cadono sotto un 10 al turn.

Rimaniamo 5, il rush continua.

KQ le mie carte. Rilancio da UTG e il BB mette tutto. Rivivo la stessa identica situazione di Campione. Avrà mica AQ anche lui? Per curiosita chiamo. Incredibilmente gira proprio AQ ,come il povero Speranza in quel magico tavolo finale. La mano sembra essere identica e lo è anche il finale: come allora la madonna c’è ed un K sancisce la sua eliminazione

Sto dominando. Dopo 5 ore di attesa ritorno al comando

Dimezzo anche il palermitano con J2 off. Ha tentato un bluff su un board non facile per me: 10982J. Mi ha rappresentato una scala, ma non c’era coerenza tra le sue azioni e quindi ho chiamato.

Totalmente tiltato due mani dopo si è suicidato con 75 vs QQ

Siamo in 3.  Ho il match-ball: rilancio con AK e trovo un push. Se chiamo, e chiamerò, e vinco è finita.
Rimarrei in HU con tutte le chips. Per un attimo penso a S.Vincent e mi ricordo che comunque mai dire mai.
Chiamo. Gira AJ. Ottimo.
Il board 88993; split.
Non cambia nulla… ma non è finita.

I bui sono alti, altissimi. Un colpo sbagliato e sono spacciato.

I miei avversari iniziano a borbottare per uno split.. Dopo un pò di discussioni decidiamo di dividere dandomi la vittoria a tavolino. Accetto e prendo la coppa e le foto.

La festa espolde. Mi sembra di aver vinto i mondiali! Di li a poco tutti al ristorante italiano a pasteggiare a champagne Dopo poco siamo tutti ubriachi, e non solo di gioia.
Il conto è da capogiro, quasi un main event

La serata prende una piega mostruosa, andiamo a fare le riprese per SNAI in condizione disarmanti sul ponte dei sospiri. Ricordo poco. Solo l’immensa gioia. Vincere un torneo ufficiale a Las Vegas, nel periodo in cui tutto il mondo è li per giocare, non ha prezzo… tranne quello del ristorante.

Finisco la mia serata da solo con Filippo Candio a discutere fino alle 7 del mattino davanti a 50 bicchieri di vino. In quelle  ore forse la Madonna del Lago si è affezionata un pò anche a lui e ha deciso di fargli un pò di compagnia durante il Main Event. Nella sua, oramai famosa, mano 75 vs AA il tocco della Madonna del Lago si è visto  tutto.

Rooney

Succede a Las Vegas – Day1

giovedì 22 luglio 2010


7 luglio 2010.
50 gradi sono al di là di un vetro alto 18piani di un hotel che ha 14mila camere.
Ma a noi il caldo non ci tocca, il clima del Venetian è perfetto, fresco al punto giusto. Quello di cui risentiamo è l’eliminazione, troppo precoce, dal main delle Wsop.
L’incapacità di controbbatere ai colpi a cui il destino aveva già disegnato la traettoria mi ha smorzato l’entusiasmo.
La mattina dopo mi ritrovo iscritto al 550$ deep stack del circuito Extravaganza (che è, più o meno, la concorrenza delle WSOP).
15mila lo stack, livelli di 40 minuti. Giocabillissimo. 314 iscritti gli iscritti.
Gioco per passare la giornata, per non pensare al Main delle delle delusioni.
Dopo 10 minuti mi ritrovo con 6mila di stack. Mi ero gettato in un bluff quantomeno vorticoso.
All’improvviso, con un maledetto giorno di ritardo, compare vicino a me la Madonna Del Lago. Mi sussurra all’orecchio di non preoccuparimi.
Riraiso da SB con 57 off e il bottone, che aveva reisato, mi chiama con AA per farmi la trappola. Il flop 752 mi rimette in pista.
Il giro dopo, sempre con lui, e sempre di SB ho io AA. Lui raisa, io riraiso. Lui chiama.
Flop Q23. Io chekko, lui mette quasi tutto in bianco tenendosi 3mila dietro. Io pusho… lui sbianca e poi passa.
Il day 1,  a pochi dalla bolla, si fa per me molto difficile. Perdo fiches. Dopo 4 raise e 4 push mi ritrovo un po’ tiltato e al quinto push, con KQ chiamo un all si un pari stack. Eravamo a meno 2 dalla bolla:
Lui mostra A10 ma una Q  chiude i miei giochi.
Vado a premi. Sono ancora le 22, la strada è molto lunga, ma la Madonnina è li pronta e fresca.

Un pazzo scatenato aveva raggiunto le  200k chips (con media 40k), poi dopo aver regalato tutto, rimasto a 38k, manda i suoi resti secchi da UTG  sui bui 600-1200. Passano tutti e io di BB, con 78mila, mi trovo 55
Dramma, cosa devo fare? mi gioco il torneo con 55? lui era in tilt totale, poteva girare qualsiasi cosa.
La madonnina vegliava e ho deciso di giocarmi questo flippone. Call. L’oppo ha un bel 109 di picche. Flop AQK con 2 picche, turn Q. Ora a lui per vincere basta A,K,J,10,9 o una qualsiasi picche. Tantisisme carte. Non mi vedo bene. Il river è un inutile quanto magico 7 di fiori.
Prendo il volo. Salgo a più di 100k. Rubo 3-4 bui finchè non divento chipleader del tavolo insieme ad un altro. Chiaramente lo vado a stuzzicare.
Sono Cutoff, raiso 3.700 su bui 800-1600 con 89 di cuori. Lui dallo SB mi tribetta 11mila. Io penso all’ allin. Ci ripenso. E’ la prima mano che gioca dopo più di un’ora. Mi gioco il flop. 876 si materializzano sul tavolo. Oramai non ne esco più. Lui primo, a parlar,e punta 23k. Io ci penso 6-7 minuti e su un piatto di quasi 50mila metto tutto. Lui instant, ma davvero instant call e gira AA. Ma lui non ha fatto i conti con la mia Madonnina. Il turn è malvagio, magico, crudele 8.
Booooomm. Lo scoppio echeggia per la sala. L’americano cade per terra e il river è adirittura un 6. Anche scala, tanto per ribadire il concetto.
Sono a 200mila, volo ad ali spiegate. Rompono il tavolo. Siamo rimasti circa una trentina.
60 minuti al day 2.
Dopo una fase di stanca arriviamo ai bui 2500-5000, ho rubato tanti bui, mi sono punzecchiato con un vecchietto senza denti, tosto come marmo, e ho preso un poker di 9 in faccia. Fortunatamente era short.
Stanco di mangiare piccole dosi di chips decido di ballare un po’ seriamente. UTG call 5.000, seguono 3 call. Io da bottone, con 107  di cuori, imito il gruppo, cosi lo SB. Il BB non ci stà. Una donna messicana chiusissima. Mette resto di 57mila, all fold…  ed io? matematicamente al limite, tecnicamente orribile. Sono quasi sicuro di scontrarmi contro AK e con 6 limp penso che le carte alte siano tutte fuori:
Nello stupore del tavolo chiamo con i miei 107 di cuori. Lei AQ. Il flop KJ2. Anche con il 10 perdo. Il turn è un 4. Mentre penso di aver fatto la cappella del secolo un vecchio amico compare al river… il 7 di fiori.
Booooooomm. La ragazza mi insulta, mi urla dietro. Io raccolgo le chips nel silenzio.

Dopo un giro ho l’occasione di riscattare la mia immagine. Siamo una ventina, è tarda serata. Vicino al corridoi dell’enorme casinò si è radunata una piccola folla: più di 50 persone guardano i tavoli finali.
Da li a poco darò vita a una delle più belle mani della mia carriera. Le mani degli americani al tavolo e fuori stanno per applaudirmi. Sarà un’emozione pazzesca, un brivido irreale.
Questa la mano: sono cutoff, all fold  e io ho AK off. Raiso 17mila su bui 3000-6000. Il bottone, chiusissimo, chiama lasciandosi dietro 100k circa.  Lo SB, il vecchio senza denti, incarognito con me chiama. Il piatto è di 55k circa. Il
flop è 1092 arcobaleno. SB chek. Io punto 22k. Instant all in del bottone per altri 98mila. Fold dello SB.
Inizio a pensare: con over pair riraisava preflop, con 1010 o 99 idem, con A10 non collava. Cosa può avere? Penso ad una bilaterale. Si materializza l’idea di essere buono con A alto. Devo mettere 100mila.
Mi chiamano il tempo. Dal nascondiglio dei miei occhiali specchiati mi guardo attorno: decine di volti provenienti da tutto il mondo osservano in silenzio l’unico italiano che pensa,  non sanno che questo folle sta pensando di giocarsi mezzo stack con A alto.
Dichiaro al tavolo che ha QJ suited…
Il floormen mi chiama gli ultimi 10 secondi…5… 3… call!
Gira 78 di picche, lettura quasi perfetta
Nulla può andare storto, la Madonnina è li con me. Turn 10, river 2. Tutti a casa! L’ala del Casinò Venetian scoppia in un applauso fragoroso.
Finisce il day 1. Non sono più in grado di stare seduto, sono esaltato ed emozionato e soprattutto sono chipleader

Vado in camera.
Questo il chip count del day 1: 19 sopravissuti.
MATTEO TADDIA 513K
ANTHONY GALLARDO 500K
STEVEN WATTS 432K
MAURI DORBEK 431K
MICHAEL RUBY 376K
MAIHEL HEEUVEN 339K

Io e la Madonnina ci addormentiamo abbracciati.

La mia Las Vegas

martedì 20 luglio 2010

Atterro il 26 di giugno alle ore 20 all’areoporto di Las Vegas in compagnia di mia moglie e di Riccardo Lachinelli.
Dopo aver ritirato i bagagli saltiamo sul primo taxi in direzione Hotel Venetian dove non facciamo in tempo a fare il check in che siamo già dentro il Rio hotel sede delle wsop.
Il 27 bello riposato mi metto già a giocare un torneo del programma del Venetian Deepstack Extravaganza con un buy-in di 550 $ dove ci sono ben 455 giocatori. Ciò nonostante infilo la mia prima bandierina negli States classificandomi 43° e prendendo una moneta di 1270$.
I giorni seguenti, essendo lì con mia moglie, faccio il turista andando in giro a visitare tutto e di più! Abbiamo spaziato da meravigliosi spettacoli teatrali ad un giro in elicottero sul Grand Canyon
Il 30 di giugno mi presento al RIO con Lacchi per giocare il mio primo evento delle WSOP: un 1500$ texas no limit ma dimentico il passaporto in Hotel e quindi visto lo stack iniziale di solo 4.500 chips decido di non fare sbattimenti e evito di giocarlo
Comunque arriva il debutto alle WSOP il 2 luglio con un evento texas no limiti da 2500$ dove gli iscritto sono appena 1946 e nelle prime 3 ore di gioco, con un’ora di livelli e 7500 fiches,escono quasi 1000 giocatori mentre io finisco l’avventura alla fine della giornata quando, rimasto corto, vado  in all con KQ e vengo chiamato
da AT dove non solo regge ma addirittura setta gli assi
Per consolarmi il 3 luglio prendo parte ad un altro torneo del Venetian con buy in di 340$ con ben 719 giocatori e dove in 2 giorni di gara vado a piantare la mia seconda bandierina americana classificandomi 54° pari ad una moneta di 900$.
E arriviamo al 5 luglio inizio dela main event delle WSOP da 10.000$ con una struttura da 2 ore di livello e 30mila fiches.
Il torneo è strutturato per andare incontro ai tanti giocatori iscritti che alla fine saranno 7356. 4 day1 e 2 day 2 e poi via fino al day 8 dove rimarranno i magnifici 9 del november nine
Io decido di giocare il day 1A dove mi siedono al tavolo 364 posto 4. Mi trovo ben 2 italiani al tavolo.
Il mio torneo parte bene, visto che riesco a salire fino a 40mila fiches nei primi 2 livelli. La soddisfazione è stata anche maggiore avendo fatto il tutto senza carte buone. Dopo la pausa cena inizio a vedere monster ma la maggior parte mi vengono scoppiate e finisco la giornata a 27.050 ma con la gioia di avere passato il day 1

9 luglio: inizia il mio day 2A. Tavolo 344 posto 3 e anche qui mi sembra un buon tavolo dove in 2 ore di gioco riesco a triplicare il mio stack di partenza toccando quasi i 100mila!
Improvvisamente tutto si spegne e inizio a prendere brutti colpi e a non indovinare alcune chiamate. Sopravvivo al day2 con 58.300 ma consapevole di avere giocato bene e soprattutto di essere arrivato al day 3
12 luglio parte il mio day 3 al tavolo 266 posto 3. Siamo partiti in 7.400 e siamo rimasti in 2.400. La giornata è difficile, molto difficile,  inizio a perdere colpi e fiches. Non riesco a risalire.
Al 3°livello di giornata, ormai ferito e claudicante, su bui 800/1600 l’UTG apre 5.800 e dietro riceve un call. Io mi trovo sul bottone e spillo AQ suited a fiori. Decido di pushare le ultime mie 26mila.
Mentre guardo la reazione dell’original raiser, come se nulla fosse, il BB reraise all in.
So cosa vuol dire. La fine del sogno sembra essere davvero vicina. L’UTG e socio foldano. Il BB gira la mano peggiore…per me

AA. Nessun miracolo. Mi giro verso il tabellone, sono il player out numero 1743
Tirando le somme, sono più che soddisfatto
- vissuto 20 giorni nella fabulous Las Vegas
- raggiunto il day 3 del torneo più importante al mondo
- infilato due bandierine americane
- festeggiato l’anniversario con mia moglie sul Grand Canyon

Dinobreak

Il sogno è finito

martedì 13 luglio 2010

Dino esce nelle battute iniziali, Kingartur verso fine giornata…che dire. Un paio di considerazioni sono d’obbligo. L’esperienza di giocare e vivere da protagonisti le WSOP rimane strepitosa! L’anno prossimo ci riproveremo sicuramente. Ma soprattutto, per chi gioca online, un messaggio: “fate i nostri satelliti su SNAI!”. Vincerli e poter venire in questa citta’ incredibile non ha prezzo. Io staro’ qui ancora un po’ a fare il tifo per i miei amici ancora dentro nel main. Forza ragazzi!…VAMOSSSS!!!!

Player Out

martedì 13 luglio 2010

Buongiorno a tutti. Oggi, nel day 3, si conclude la mia avventura al Main Event delle Wsop 2010.
La giornata si apre con un paio di bui rubati, quindi abbastanza bene, fino al piatto che cambierà tutto. Ero intorno ai 120.000, un sosia di Benny Hill raisa dal bottone 3.600 su 1.200 di BB. Io, di grande, decido di fare call con K Q di cuori. Flop Q 4 4, io chek, Benny 4.000, io call. Turn 9, io chek, Benny 12.000, io call. River 9, a quel punto chek e callo qualsiasi puntata. Lui pensa 5 min poi 25.000, io istant call e il grande Benny gira A4.

Rimango con 55.000.

Mano successiva ancora Benny raise 3.600 io di piccolo call con A J di quadri, flop A nero e 3 5 quadri, io chek lui 2.500, io call. Turn 8 cuori lui bet 5.500, io call. River 9 nero, lui bet 14.000, io call… lui gira AQ.
Un paio di giri di fold e sono a 12.000 (quindi praticamente out), a quel punto inizio a mandare tutto con carte marginali. Arrivo a 25.000.

Ultima mano delle mie WSOP. BB lontani, un americano dal raise facile tribetta il BB, io giro 6 6 e mando tutto (prendendo quel piatto tra bui e ante sarei risalito quasi a 40.000, cifra perfetta, con un double sarei rientrato definitivamente). La scelta sembrava perfetta, visto che lui ha foldato. Il dramma si concretizza quando il grande buio ha chiamato e mostrato due macigni (A A) flop bianco, idem turn e river.

Peccato! So che dovrei essere felice per il risultato, perché essere arrivato a giocare il main delle WSOP e arrivare al Day 3 dopo un solo anno di texas è una grande vittoria. Purtroppo io riesco ad essere veramente felice solo quando vinco!

Ho capito però di aver avuto sempre la mentalità da vincente, e sono sicuro che questo mi ripagherà in futuro!
Qui finisce la mia avventura americana (per quest’anno) con una certezza e una promessa:
La certezza è che anche nel live, come nel’ online, non sono inferiore assolutamente a nessuno. La promessa l’ho fatta a me stesso all’uscita dal RIO; molto presto un braccialetto lo porterò a casa.

Infine un grazie a tutti coloro che hanno fatto il tifo per me (famiglia, amici ecc.) ed uno a chi mi ha permesso di partecipare: SNAI.
Ora dovrò annoiarmi a LAS VEGAS fino a sabato prima di tornare in Italia, looooooooooollllllllllllllllllllllllllllllllllllllll.

Un saluto a tutti!

Un Day2 agrodolce

lunedì 12 luglio 2010

Ore 11.45 arrivo al Rio Casino per affrontare il Day2 del Main Event dopo il bel debutto al Day1.

Inizio di torneo tranquillo, giusto per capire che tipo di tavolo dovrò affrontare.
Dopo un paio di giri la situazione è abbastanza chiara. Ci sono 5 americani chiusissimi e 3 giocatori Nord-Europei a dir poco aggressivi, callano ogni cosa e mai si fanno rubare un buio, nemmeno con 2 3. Dopo un’oretta gioco la prima mano di rilievo. Giro 99 parlando per terzo, raise 1500 su blind 500, un call. Flop 2 5 7 con 2 quadri, bet 2.400, lui raise 7.000, io all inn al volo (era rimasto con 15.000 fiches dietro). Dopo un paio di minuti dichiara il call e gira A 10 di quadri, praticamente un coinflip ma lievemente a mio favore. Turn 8 di cuori, river donna nera e sono a 160.000.

Primo pensiero? anche oggi gira bene! (come mi sbagliavo!).
Nel livello successivo mai una carta sopra al 7. Oltretutto eravamo rimasti in soli 6 players al tavolo e tutti con grandi stack (alla fine un player al tavolo ha richiamato l’attenzione dell’organizzazione).  Sono costretto alla passività e riscendo 140.000.

Nel finale del terzo livello, di grande buio, giro 3 5 quadri. 5 giocatori in call (strano) ed io chek ovvio. Flop 6 8 J di quadri. Esco puntando metà del piatto e uno va all in per 18.000, un altro che ne aveva 40.000 dietro ci pensa un po’ ( in cuor mio speravo tanto in un altro call), invece lui fold, io call e giriamo. Lui Q Q nere, turn bianco e river idem.Vado in pausa cena con 168.000 circa. Al rientro al quarto livello penso di rubare qualche buio per chiudere a 200.000 questo Day 2. Quello era l’obiettivo prefissato. E’ iniziato il dramma.

Dopo 10 min, io di piccolo, su tutti fold tribetto il blind di 800, lui che ne aveva 30.000 dietro call. Io A 3, flop A 5 5, A quel punto capisco di essere avanti e punto 3000, pensando ad un suo fold. Lui pensa e poi call (ero felice perchè ho pensato che stesse preparando il bluff) turn 2, bella per me, io bet 3.000 e lui riase 8, io call. River K,a quel pento io chek e lui 11.000. Ci penso.. il 5 non lo poteva avere sennò avrebbe fatto check anche dopo il river e con A X era split.. decido di chiamare. Sapete cosa gira il fenomeno? 3 4! scala! Ha callato pre flop 2.000, poi 3.000 sui 30.000 che aveva per cercare scala incastro, LLLOOOOOOLLLLLLLLL!

Dopo qualche altro piatto perso sono a 110.000, a quel punto sono costretto a fare qualche continuation in bluff totale (alcune davvero al limite) e torno a 140.000. A 10 min dalla fine sbatto contro un treno. Un tipo dal raise facile tribetta il mio blind di mille dal bottone, io di grande con A 2 faccio call.

Flop 9 2 2. Io chek, lui bet 3.800 io solo call, turn J, io chek, lui 7.000, a quel punto considerato che ne aveva molte dietro, faccio reraise a 18.000 così da costringerlo a fare call anche al river e bastonarlo a dovere. Lui call ovvio. River un 9. A quel punto torno sui miei passi (obbligatorio) e chek, lui 35.000, io call per forza e lui gira 9 10. Bene! Sono a 65.000.

Ultima mano di giornata io AQ di piccolo tribetto il grande che fa call. Flop Q 5 5 io chek lui bet 4000, turn 2, io chek lui 13.000, river 6, io chek, lui 20.000, io call e penso: “se vedo un 5 svengo!”
Invece il tipo (che tra le altre cose aveva il braccialetto del WSOP in bella vista,del tipo guardatemelo vi prego! lol!) gira 3 di spade e 8 di bastoni. Fortunatamente qui finisce il day 2. Anche se non sono per niente soddisfatto, razionalmente non sono messo così male. Ora ricarichiamo le pile e speriamo di fare un gran day 3 così da entrare nelle fasi calde del torneo

Un saluto a tutti.

La Madonna Del Lago a Las Vegas – Preview

lunedì 12 luglio 2010

Ecco un preview del mio torneo da 550€:

Dopo essere stato umiliato al Main Event delle Wsop il morale era basso ma la forza di vincere non mancava. Mi trovo iscritto a un torneo della catena Extravaganza di Las Vegas stack 15mila 40minuti di blind del buy-in di 550€ con 314 iscritti.
Erano giorni che invocavo la mia madonna del lago ma avevo iniziato a pensare che avesse paura di prendere l’aereo… e invece così a sorpresa si è presentata! sono tornato invincibile, come solo lei mi può far diventare e…siamo arrivati primi …primi in un torneo a Las Vegas! Una gioia indescrivibile! Due giorni di torneo con un gioco esplosivo, aggressivo, spietato…

Il sogno continua!

lunedì 12 luglio 2010

Ebbene si…sia Dinobreak che Kingartur sono al Day 3…VAMOSSSS!!!!
Sono davvero felice per loro, anche un po’ invidioso…vorrei esserci io al loro posto, anzi con loro, a condividere quest’impresa bellissima. Quindi andremo al rio, dal vivo, a trepidare in diretta, a soffrire per ogni allin che verra’ chiamato, ad esultare per un double up. Sono rimasti in poco piu’ di 2000 e passare al day 4 significherebbe essere a ridosso dei premi, forse addirittura ITM (in the money)…
e il sogno del braccialetto, ancora vivo.

Aspettando il Day2

sabato 10 luglio 2010

Io e il mio amico Paolo (la mia guida, traduttore, manager nonchè tutor) abbiamo trascorso
un paio di giorni qua e là in attesa del day 2.
Giovedì sera ci siamo rilassati al Bellagio, il più bel Casinò di tutta LasVegas, ad assistere allo spettacolo “O”, del Circus Du Soleil. Davvero spettacolare!
Artisti formidabili,tuffi da 30 metri, acrobati e una scenografia formidabile, difficile da dascrivere.

Il venerdì ci siamo dedicati ad una succulenta cena brasiliana e ad una passatina al casinò, giusto per la cronaca perdente.
Alle 23.30 americane ritorno in hotel e pensiero fisso al Day2.
Dopo un buon debutto oggi spero di continuare sulla stessa strada.
La tattica, almeno in teoria, è molto chiara:
1) fattoreC
2) entrerò in poche mani, ma in quelle vorrò chiudere il piatto prima del river solo con i raise. Iniziando da chipleader al mio tavolo chiunque si troverà davanti al dilemma se giocarsi tutto o no in quel piatto
3) Cercare di resistere alla tentazione di giocare mani con A e BANANA (espressione fenomenale usata dal compagno di squadra, nonchè avversario piu ostico ZORROSS)
4) nel quarto e ultimo livello di gioranta (sperando di arrivarci), attaccare tutto e tutti. Poi se va va, sennò ci riproveremo.

Un saluto a tutti i lettori!

fateci sognare

venerdì 9 luglio 2010

Oggi inizia il Day 2 del Main Event. Io, come sapete, sono uscito prematuramente ma, in compenso, sono ancora dentro i nostri compagni di team: DinoBreak e Kingartur e hanno passato il day 1 anche i 2 ragazzi qualificati grazie al concorso online di SNAI… Che soddisfazione enorme anche per loro.VAMOSSSS RAGAZZI!

Io e Rooney, che ieri ha fatto meraviglie (ma non voglio anticipare nulla), saremo qui a lottare in un torneo da 1000$al Venetian, con Dino che ci aggiornera’ alla fine di ogni livello. In bocca al lupo ragazzi: FATECI SOGNARE!!!!

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